Dopo le accuse reciproche tra il sindaco Luigi Parisella e il circolo fondano del Partito Democratico, ora ad intervenire sulla delicata situazione della città di Fondi sono Ivano Peduzzi e Dario Gargiulo, rispettivamente capogruppo regionale e responsabile della commissione provinciale legalità di Rifondazione Comunista. «Nel territorio pontino la presenza della criminalità organizzata - spiegano - si allarga a macchia d’olio. In particolare, la pax mafiosa tra ‘ndrine calabresi e clan camorristici campani con l’aiuto di politici compiacenti ha trovato nell’area di Fondi il terreno fertile per incrementare i profitti derivanti da racket, traffico di stupefacenti e appalti. Una situazione evidenziata dalla magistratura con l’operazione Damasco e dalla commissione d’accesso, istituita a Fondi nel febbraio scorso. Adesso manca solo l’atto conclusivo. Chiediamo, quindi, - sottolineano - al Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, di accelerare la firma del decreto di scioglimento del consiglio comunale del comune pontino». Anche Rifondazione, quindi, si associa all’invito (riportato in un’interrogazione parlamentare) del senatore del Pd, Raffaele Ranucci. Una scelta quella di rivolgersi al Ministro che aveva spinto il sindaco a rispondere immediatamente. Un intervento quello di Ranucci che è stato giudicato dal primo cittadino «privo di qualsiasi fondamento logico e giuridico. Ranucci – ha proseguito Parisella - dovrebbe avere più rispetto delle istituzioni. Se lui ha concluso le indagini, se ha già condannato il comune, se si sostituisce agli inquirenti allora l’interrogazione ha un senso, mentre, in realtà, mi sembra solo un’intrusione fuori luogo che si commenta da se». «Firmare l’atto per il commissariamento del comune - aggiungono Peduzzi e Gargiulo - non solo significa dare un segnale chiaro ai cittadini sull’indirizzo del Governo in tema di criminalità organizzata. Ma vuol dire anche aprire uno scenario nuovo in tutto il sud pontino per il rispetto della legalità, della trasparenza amministrativa, della correttezza istituzionale. E’ fondamentale - proseguono - non abbassare la guardia: sarebbe un errore enorme sottovalutare gli insediamenti mafiosi in provincia di Latina. Per questo, siamo convinti che le dichiarazioni del presidente Armando Cusani facciano male al territorio e siano assolutamente fuorvianti rispetto alla realtà. I magistrati, infatti, hanno evidenziato un quadro agghiacciante sui rapporti tra politica e criminalità organizzata. Da diversi filoni d’indagine, dalla «Circeo Connection» alle inchieste della Direzione distrettuale antimafia, sono emersi legami tra esponenti locali di Forza Italia e affiliati al clan dei casalesi. Un unico filo conduttore unirebbe politici dei diversi comuni dell’area pontina, da San Felice Circeo a Minturno passando per Fondi, a settori economici gestiti dalla malavita. Un’organizzazione ramificata - concludono - con un potere tale da condizionare amministrazioni e centri di potere». Ancora polemiche e inviti, dunque, il tutto in attesa della decisioni definitive di chi di dovere sul comune di Fondi.
Riccardo Antonilli
Nessun commento:
Posta un commento