In città si dava quasi per certo l’inserimento all’ordine del giorno nel consiglio dei Ministri di venerdì scorso della proposta di scioglimento del consiglio comunale di Fondi. Invece, al contrario delle aspettative, ci sarà ancora da attendere. La tensione resta alta nella politica e tra la gente che vuole capire quale sarà il destino del comune. Tanto che ormai sembra vacillare anche la certezza dell’intenzione del Ministro di proporre lo scioglimento. Se, invece, tale intenzione ci fosse realmente, allora non resta che aspettare qualche giorno, perché, a meno di ulteriori ritardi, entro la settimana in corso, il decreto dovrebbe arrivare. Intanto tra dubbi e incertezze che non tendono a sfumare, la politica si sta scatenando tra inviti allo scioglimento e quelli opposti volti a verificare l’operato del prefetto. Da un lato Rifondazione Comunista, a livello locale e non solo, ritiene Fondi e il territorio del sud pontino appetibile e già ampiamente compromesso dalle infiltrazioni; dall’altro il primo cittadino ritiene la situazione ben diversa da come è stata dipinta dall’opposizione. Proprio Parisella, appena pochi giorni fa, ha spiegato che “i nodi veri verranno al pettine, a prescindere dalle pieghe e dalle conclusioni dei prossimi giorni. I cittadini - ha proseguito - sanno di essere stati amministrati dai loro legittimi rappresentanti e non da forze occulte. Le trasformazioni profonde, i grandi problemi affrontati in questi anni di duro lavoro sono nella consapevolezza dei nostri concittadini, il cui vasto consenso ripetuto ormai in più elezioni non è solo l’espressione di una fiducia, ma è anche l’espressione di una sovranità e di una dignità che nessun disegno malefico e anti istituzionale di carattere contingente ed episodico potrà mai ledere e sovvertire”. Restano, ovviamente, al di la delle opinioni quelle che saranno le scelte. Decisioni che arriveranno dopo una lunga e accurata indagine.
Riccardo Antonilli
Nessun commento:
Posta un commento