Non hanno intenzione di arrendersi e ieri mattina lo hanno dimostrato efficacemente. I cittadini che compongono il Comitato spontaneo contro l’elettrosmog di via Roma hanno impedito alla ditta che sta eseguendo l’installazione del ripetitore di proseguire i lavori. Sul posto si è reso necessario l’intervento degli agenti del commissariato di Polizia di Fondi, guidati dal vice questore Massimo Mazio, che, dopo una lunga trattativa, hanno riportato l’ordine predisponendo un rinvio dei lavori. Il camion caricato con il traliccio pronto per essere montato ha fatto dietrofront. Come ci spiega il responsabile del Comitato, Francesco D’Angelis: “Stiamo attendendo di incontrare il commissario prefettizio del Comune di Fondi, per spiegargli le nostre ragioni e cercare di ottenere una sospensione. In quel modo avremmo la possibilità di ottenere e consultare tutta la documentazione sull’impianto per valutare il da farsi”. Il Comitato intanto continua a raccogliere firme, sono circa 600 quelle raccolte finora e continua a chiedere risposte. Il nodo principale della questione è la presenza sul tetto della stessa palazzina di un altro ripetitore installato un paio di anni fa. Quindi due impianti, a distanza di pochi metri uno dall’altro, a Porta Roma, uno dei quartieri più popolosi della città di Fondi. Via Roma è tra le più trafficate delle strade fondane, ai piedi della palazzina accanto a quella su cui sta sorgendo la seconda antenna c’è un supermercato, altri market si trovano a poche centinaia di metri, e sempre lì vicino ci sono un Istituto scolastico superiore, una scuola elementare, una media e l’ospedale di Fondi. Dunque la protesta nasce da una questione di opportunità: se è necessario realizzare dei nuovi ripetitori non è altrettanto necessario che questi siano situati in pieno centro abitato. La questione già nota per situazioni simili, accadute in altre zone, contrada Querce e Portone della Corte su tutte, è la mancanza di un Piano comunale delle Antenne. Senza lo strumento e la conseguente regolamentazione delle aree su cui è possibile installare ripetitori, le antenne continueranno a “spuntare come funghi” e i cittadini a vivere nella preoccupaizone per le conseguenze che l’inquinamento elettromagnetico può avere sulla propria salute.
Riccardo Antonilli
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