giovedì 22 ottobre 2009

Fiore, disposta la sorveglianza

Le istituzioni si sono date immediatamente da fare e così, nel corso di una riunione tecnica di coordinamento delle forze di polizia presieduta dal prefetto Frattasi, è stata decisa l’adozione di un dispositivo di vigilanza a favore di Bruno Fiore. Nel corso della riunione, a cui hanno preso parte il questore di Latina, Niccolò D’Angelo, il comandante provinciale dei Carabinieri, Roberto Boccaccio, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Giuseppe Colombi e il vice prefetto Sergio Di Martino, responsabile dell’area ordine e sicurezza pubblica, si è a lungo discusso dell’attentato incendiario, fortunatamente mal riucito, ai danni del coordinatore del Comitato permanente di lotta alle mafie e del circolo fondano del Partito democratico. Intanto le indagini, affidate alla Polizia, vanno avanti su diversi fronti. In questa prima fase non può essere esclusa alcuna ipotesi. Le uniche certezze, per ora, sono il messaggio che si è voluto inviare a Fiore e le modalità con cui l’attentato è stato portato a termine. Come si ricorderà il tutto è avvenuto intorno alle 23 di lunedì sera, quando Fiore, appena rientrato da una riunione del Comitato antimafia, era stato chiamato da una vicina allarmata dal forte odore di benzina. Fiore, a quel punto, era sceso in strada e aveva trovato la sua auto e quella della moglie completamente cosparse di benzina e una tanica da 20 litri sistemata sotto una delle macchine. Gli attentatori, presumibilmente, erano fuggiti perché «disturbati» dalla stessa vicina scesa per prima in strada o da qualche rumore. Se il piano criminoso fosse riuscito le conseguenze sarebbero state, senza dubbio, disastrose.
Riccardo Antonilli

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