Sono stati rinviati a giudizio per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale Giuseppe D’Alterio, il figlio Luigi (ambedue arrestati per questi fatti nel 2006), Armando D’Alterio, Francesco Lamberti, Umberto Perone e Antonio Pannozzo. L’udienza è fissata al 23 dicembre. D’Alterio padre e figlio e Perone sono imputati in qualità di amministratori della società Eurotrans, dichiarata fallita il 9 ottobre 2003. I tre, in concorso, per ottenere un ingiusto profitto avevano occultato o distrutto in parte i libri e le altre scritture contabili della società (il libro degli inventari e i registri Iva). Inoltre, nonostante il fallimento, avevano provveduto a vendere i beni della Eurotrans, mai consegnati alla curatela fallimentare. In particolare si erano liberati di due motrici, tre trattori stradali, due rimorchi e un semirimorchio, oltre un ad un camion Iveco venduto a febbraio 2004, dunque dopo la dichiarazione di fallimento. I D’Alterio, inoltre, sono imputati anche quali amministratori di fatto della Lazialfrigo che ha acquistato alcuni beni della Eurotrans, sottraendoli così alla procedura fallimentare. Nel dettaglio si tratta di due camion e una Mercedes. Infine, tutti e sei gli imputati hanno contribuito a far confluire nella Lazialfrigo altri mezzi: un camion, un autocarro e due rimorchi. Questo procedimento non è che parte di una vicenda ben più ampia, che, nel 2006, sgominò quell che venne definito il clan D’Alterio, con accuse di estorsione, ricettazione, tentato incendio e minacce.
R.A.
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