giovedì 8 ottobre 2009

Nel segno di Borsellino

Noi siamo un organismo che ha avuto un cancro, ora dobbiamo fare i controlli». Va dritto al sodo il commissario prefettizio del comune di Fondi, Guido Nardone. L’ex prefetto di Venezia, con cinque anni di esperienza nell’antimafia e un’amicizia personale con un uomo simbolo della lotta alla mafia come Paolo Borsellino, ieri mattina ha incontrato i giornalisti nel corso di una conferenza stampa, in cui si è presentato illustrando obiettivi e propositi della sua reggenza. Nessun riferimento al «caso Fondi», se non alle possibili novità in caso di scioglimento. «Se il consiglio dei ministri - ha dichiarato - dovesse pronunciarsi a favore dello scioglimento il commissario prefettizio diventa straordinario e la sua figura viene sostituita da una terna, una commissione amministrativa con poteri molto più ampi di quelli del commissario ordinario». Qualunque sia la decisione del governo, Nardone ha già iniziato a lavorare e a programmare. «La mia priorità - ha proseguito - è assicurare una buona amministrazione. Uno dei primi passi da fare per migliorare la qualità della vita dei cittadini è curare con la massima attenzione l’ordinaria amministrazione. Intendo muovermi nell’interesse della collettività, per questo tengo moltissimo alle politiche sociali». Per Nardone, che al momento della conferenza ha messo piede a Fondi da meno di 24 ore, non è ancora il momento di entrare nei dettagli, ma alla luce della sua esperienza può tranquillamente sostenere che «tutte le città sono abitate da brava gente. La società - ha continuato - deve avere gli anticorpi e se non li ha deve crearli». Il commissario, al termine della conferenza stampa, ha incontrato i dirigenti comunali e, nei prossimi giorni, si confronterà con gli ormai ex capigruppo del consiglio comunale.
Riccardo Antonilli

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